Il responsabile di uno studio medico – Direttore responsabile della struttura – per la peculiarità della funzione posta a tutela di un bene primario, ha l’obbligo di verificare, in via prioritaria ed assorbente, non solo i titoli formali dei suoi collaboratori, curando che in relazione ai detti titoli essi svolgano l’attività per cui risultano abilitati, ma ha altresì l’ulteriore, concorrente e non meno rilevante obbligo di verificare in concreto, che, al formale possesso delle abilitazioni di legge, corrisponda un accettabile standard di “conoscenze e manualità minimali”, conformi alla disciplina ed alla scienza medica in concreto praticate. PROSEGUI LA LETTURA »
Articoli nella categoria Pratica Clinica
Verifica conoscenze e manualità minimali dei collaboratori – Corte di Cassazione sentenza n. 21220/2013
Vertebroplastica e cifoplastica per fratture da compressione vertebrale causata da osteoporosi
L’osteoporosi è una condizione per la cui alcune ossa, tra cui quelle della colonna vertebrale, diventano sottili e deboli con una maggiore probabilità di rompersi.
La frattura del corpo vertebrale provoca dolore in genere resistente ai trattamenti farmacologici. Le recenti linee guida NICE inglesi hanno stabilito che il miglior trattamento è la vertebroplastica o la cifoplastica che pur essendo costose il loro impiego è giustificato entro 3 mesi dall’insorgenza. PROSEGUI LA LETTURA »
Approvato il decreto sull’intramoenia
E’ stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni il decreto sull’esercizio dell’intramoenia negli studi privati. I governatori delle regioni hanno ottenuto di far partire la sperimentazione tra sei mesi. le regole tecniche di base per la realizzazione dell’infrastruttura di rete che le Regioni dovranno mettere a punto per il controllo e la gestione della libera professione intramoenia sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale n. 60 del 12 marzo 2013 (leggi il testo)
Ultrasuoni utili per la guarigione delle fratture non consolidate
Il National Institute for Health and clinical excellence inglese (Nice) ha prodotto linee guida sull’utilizzo del sistema EXOGEN ad ultrasuoni per la guarigione delle fratture non consolidate delle ossa lunghe. NICE ha stabilito che gli ultrasuoni possono essere usati per trattare le fratture delle ossa lunghe (come la tibia o femore, ossa lunghe nella gamba) non guarite dopo 9 mesi. I dati raccolti mostrano alte percentuali di guarigione della frattura con gli ultrasuoni con conseguente risparmio economico, evitando l’intervento chirurgico. Il testo completo.
Metodiche quanto meno discutibili
“Metodiche quanto meno discutibili” è questo il titolo di un articolo dell’interessante blog del Prof. Silvano Boccardi, articolo nel quale commentava “MEZIERES, SOUCHARD, BUSQUET, BIANFAIT: dobbiamo riflettere prima di accettare le proposte di metodiche quanto meno discutibili”. L’articolo, infatti, argomenta contro le tecniche posturali. L’analisi viene suddivisa in:
1.Affermazioni certamente erronee o male espresse
1.a. di biomeccanica
1.b. di cinesiologia
1.c. di neurofisiopatologia
2. Affermazioni ambigue o non comprensibili PROSEGUI LA LETTURA »
Il Metodo Mezieres è una Medicina Non Convenzionale!?
Giunge notizia di una decisione della Commissione Nazionale per
la Formazione continu
a risalente al 23.6.2011 nella quale è stato fatto rientrare il metodo Mézières tra le Medicine non convenzionali.
La conseguenza diretta di questa decisione è che i corsi non possono essere più accreditati per i terapisti ma solo per i medici. Pertanto, i tdr che seguono corsi Mézières accreditati successivamente a tale data, anche se conseguiranno i crediti, in fase di controllo
da parte dell’ Ente erogatore degli ECM, se li vedranno annullati.
Tale contraddizione nasce dal fatto che allo stato è possibile accreditare un corso
senza la necessità di un preliminare controllo sul contenuto. Di fatto è il Provider richiedente
l’accreditamento che esegue un autocertifcazione on line sotto propria responsabilità.
Potete scaricare la ‘determina’ qui
I giochi Paralimpici: alcune libere considerazioni
Non so quanti di voi guardano in TV le Paralimpiadi che si stanno disputando a Londra …
Io lo faccio ogni sera fino a tardi e mi vengono spontanee alcune considerazioni: l’affluenza e la partecipazione del pubblico è oltre ogni previsione,le gare son perlopiu’ interessanti ed avvincenti, i risultati tecnici sono ottimi in senso assoluto,con piacere ho appreso che sono stati riammessi ai giochi gli atleti affetti da disabilità psichica. Alla premiazione come in qualsiasi altro momento si ha la netta sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di assolutamente normale.Il tutto grazie anche alle nuove tecnologie per la costruzione di ausili tecnici e facilitanti la performance che portano la persona disabile ad una maggiore duttilità verso lo sport, ma che,sacrosantamente,dovrebbero essere maggiormente usati anche nella vita di tutti i giorni per creare comunque e per tutti una maggiore duttilità verso la partecipazione.Qualcuno ha dichiarato che la visione delle Paralimpiadi provoca “compassione e pena” , a me provoca gioia professionale ed umana ed interesse sportivo … PROSEGUI LA LETTURA »
“Si fa presto a dire Team: quando l’Università risponde alle esigenze dei clinici”
Master in “Grave Cerebrolesione Acquisita (GCA):
progetto riabilitativo con approccio interdisciplinare” dell’Università di Modena e Reggio Emilia
“Si fa presto a dire team” era il titolo dell’editoriale del Prof. Luigi Tesio al numero unico del 2003 di “Ricerca in Riabilitazione” (www.scalafim.com/pdf/documenti_corsi/2003_intero_numero.pdf) e, presentando un lavoro per rispondere alla domanda “Che cosa pensano dei fisioterapisti, e soprattutto di se stessi, gli infermieri che lavorano in una degenza riabilitativa?”, metteva in evidenza le difficoltà di organizzare e gestire il lavoro interprofessionale e le carenze formative in questo ambito. 
Il lavoro in team è certamente una specificità della Medicina Riabilitativa e, fin dalle Linee Guida Ministeriali del 1998, si è posta grossa enfasi su questo aspetto, indicato come fondamentale per la gestione della complessità della presa in carico di una persona con menomazioni e disabilità multiple e complesse, come ad esempio quelle che conseguono ad una Grave Cerebrolesione Acquisita (GCA).
Siamo tuttavia tutti consapevoli che il lavoro in team, fin dalla formazione universitaria, è spesso nella migliore delle ipotesi solo teoria. Difficilmente nei vari corsi di Laurea delle varie professioni sanitarie si insegna a lavorare in squadra e, d’altra parte, nelle varie realtà cliniche è più facile che si tengano corsi di management o di leadership piuttosto che di lavoro in gruppo.
Vi è dunque sicuramente un deficit di formazione che riguarda la visione interdisciplinare dell’assistenza. I Corsi di Laurea troppo spesso ipertrofizzano l’importanza del proprio profilo professionale, senza sintonizzarlo con il resto della realtà sanitaria. PROSEGUI LA LETTURA »
GRUPPO DI LAVORO SULLE GCA: brainstorming del 30 marzo
Venerdì 30 marzo si è tenuta a Roma la riunione dei referenti dei gruppi di lavoro SIMFER con l’Ufficio di Presidenza. Un riassunto generale delle indicazioni emerse dalla giornata potrete consultarlo nel sito istituzionale della società (alla pagina http://www.simfer.it/cont__188_2248.phtml#2248).
In particolare è stata ribadita la linea di indirizzo di riferirsi all’ICF con l’aggiunta di tre sezioni istituzionali, riferite al titolo 1 dello statuto societario, orientate agli approfondimenti in tema di etica (referente Fletzer), evidence based medicine (referente Iovine) e affari internazionali (referente Giustini).
Il presidente, Prof. Saraceni ha inoltre sottolineato come certamente si arriverà al congresso di Sorrento di ottobre, avendo ultimato questa fase di transizione dei gruppi di lavoro e provvedendo quindi alla attivazione delle nuove sezioni con le nuove denominazioni.
Per quanto riguarda il nostro gruppo di lavoro, ho potuto sostenere che nell’ottica ICF la nostra sezione si ritrova perfettamente, anche nel lavoro svolto nel passato, essendoci da sempre riferiti prima all’ICIDH e poi all’ICF. In tal senso il programma presentato è stato sostanzialmente accettato e anzi ci sono stati rivolti apprezzamenti per il lavoro di elevata qualità metodologica svolto in questi anni. Nella discussione si è sottolineato come tra i compiti della sezione ci deve essere anche un’opera di controllo e tutela nei confronti di iniziative di ricerca non sempre coerenti con i percorsi clinici e le indicazioni emerse dalle nostre Conferenze di Consenso. Anche per questo, nonché per dare una visibilità unitaria al percorso delineato dalle 3 conferenze di consenso, ci è stata fatta la proposta di promuovere, in aggiunta al programma che vi avevo già inviato, un evento formativo di rilievo che raccolga globalmente le indicazioni e le raccomandazioni da queste derivate e che faccia il punto della situazione attuale sia sul versante della loro implementazione clinica sia sul piano dello sviluppo dei progetti di ricerca.
Ho quindi già proveduto a coinvolgere alcuni dei componenti del nostro gruppo di lavoro, a partire dai precedenti coordinatori della Sezione, per sviluppare la bozza del progetto scientifico di questo evento, che oggi è stata sottoposta all’avvallo del Presidente Simfer e poi dell’UDP.
Stefano Bargellesi (referente nazionale del Gruppo di lavoro Simfer ”Attività e partecipazione nella persona con disabilità da Grave Cerebrolesione Acquisita )
Quanto tempo stai seduto a fianco del paziente?
Secondo un recente articolo apparso su Patient Education and Counseling sembrerebbe che la percezione che i pazienti hanno del tempo che trascorriamo con loro sia influenzata dalla posizione che teniamo.
Un RCT condotto su 120 pazienti ha evidenziato che la percezione del tempo che spendiamo al fianco del paziente sia influenzata dalla nostra posizione al loro fianco. A parità di tempo trascorso, il paziente percepisce che il curante abbia speso maggior tempo al loro fianco quando questi è stato seduto piuttosto che in piedi. E non solo. Stare seduti accanto al paziente garantirebbe anche una maggiore interazione col medico e una migliore comprensione della propria condizione patologica.
Chissà che non compaiano le sedie per i medici a fianco dei letti dei pazienti…!
