{"id":528,"date":"2012-02-16T08:22:40","date_gmt":"2012-02-16T08:22:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simferweb.net\/blog\/?p=528"},"modified":"2012-02-18T18:07:01","modified_gmt":"2012-02-18T18:07:01","slug":"documento-simfer-su-riabilitazione-e-territorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simferweb.net\/blog\/2012\/02\/documento-simfer-su-riabilitazione-e-territorio\/","title":{"rendered":"DOCUMENTO SIMFER SU RIABILITAZIONE E TERRITORIO"},"content":{"rendered":"<p><strong><em><span style=\"text-decoration: underline;\">Le attivit\u00e0 territoriali \u00a0alla luce del Piano di Indirizzo della Riabilitazione.<\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>La gestione delle dimissioni pianificate e dei percorsi di presa in carico attraverso l\u2019operativit\u00e0 del team di Riabilitazione e l\u2019integrazione con la rete dei servizi sociali e sanitari.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em><span style=\"text-decoration: underline;\">Proposta di una Rete professionale organica\u00a0\u00a0 per intervenire\u00a0 contro\u00a0 la disabilit\u00e0\u00a0 e per sviluppare\u00a0 le condizioni di\u00a0 partecipazione nella Comunit\u00e0<\/span><\/em><\/strong><strong><em><span style=\"text-decoration: underline;\">.<\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<p>La riabilitazione territoriale sta giustamente sempre piu\u2019 affermandosi come parte determinante dei percorsi di presa in carico\u00a0 iniziati a livello ospedaliero.In un recente incontro, a Budapest nel mese di maggio del 2011 ,i Ministri della sanit\u00e0 della Comunit\u00e0 Europea hanno ribadito l\u2019interesse di tutte le nazioni della CE ad implementare i percorsi\u00a0 territoriali in ambito di ricerca della salute e di una migliore qualit\u00e0 di vita.<\/p>\n<p>In questo documento si vuole dare una traccia in cui muoversi nel prossimo futuro soprattutto nel settore della presa in carico della disabilit\u00e0 medio grave e cronicizzante a livello del territorio.Un aiuto a chi cerca quotidianamente di risolvere le problematiche legate alla cronicit\u00e0.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong>1)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><strong>\u00a0\u00a0Premesse :<\/strong><\/p>\n<p>Ospedale e territorio in riabilitazione sono due entit\u00e0 operative ben diverse\u00a0 ma che si devono integrare avendo come\u00a0 obiettivo comune il recupero migliore possibile dalle condizioni di disabilit\u00e0 ed il miglioramento conseguente della qualit\u00e0 di vita della persona disabile e sistema dei caregivers\u00a0 nonch\u00e8 l\u2019attenzione alle potenzialit\u00e0 di\u00a0 partecipazione,in pratica devono essere un continuum operativo per la presa in carico longitudinale della persona disabile.<\/p>\n<p>L\u2019ambito territoriale diventa il luogo privilegiato per l\u2019intervento sulle componenti ambientali e sui fattori personali ( ICF). Infatti a completamento dei progetti riabilitativi individuali bisogna proseguire l\u2019intervento finalizzato alla realizzazione\u00a0 dell\u2019integrazione e dell\u2019inclusione sociale.<\/p>\n<p>Il collegamento funzionale delle azioni di ospedale e territorio dovrebbe essere il <span style=\"text-decoration: underline;\">Dipartimento\u00a0 di Riabilitazione <\/span>\u00a0per ricercare quella unit\u00e0 di intenti che puo\u2019 portare il sistema ad avere il migliore dei risultati possibili.\u00a0 Tenendo presente chela Riabilitazione va quanto piu\u2019 possibile avvicinata all\u2019ambiente di vita della persona disabile proprio per consentire la massima partecipativit\u00e0\u00a0 ,questa partecipativit\u00e0, certo legata anche alle azioni specifiche di riabilitazione in ambito ospedaliero ovvero al recupero della funzione ,va per\u00f2 consolidata e definita soprattutto in ambito territoriale.<\/p>\n<p>La logica in cui bisogna muoversi \u00e8 una\u00a0 \u201clogica\u00a0 di risposta\u00a0 sistemica ed unitaria\u00a0 alla complessit\u00e0 \u201c ovvero \u00e8 il sistema sanitario \u00a0che si prende in carico del sistema persona disabile.<\/p>\n<p>L\u2019integrazione professionale deve essere\u00a0 attivata anche dalle strutture che operano nel settore della Riabilitazione, tenendo presente , come filosofia operativa, che una buona consegna al territorio di una persona stabilizzata, o con necessit\u00e0 riabilitative o disabile , la si fa iniziando a lavorare bene e con visione prospettica e predittiva degli esiti fin dal suo ingresso in Pronto Soccorso o nella Unit\u00e0 di degenza per Acuti.<\/p>\n<p>Il concetto operativo ,informativo delle azioni , deve essere quello di sostituire gradualmente i concetti di prestazione e trattamento con quelli di processo, presa in carico , esito ed out come .<\/p>\n<p>La presa in carico riabilitativa deve essere inserita all\u2019interno di un percorso assistenziale integrato di continuit\u00e0 delle cure, deve basarsi sulla valutazione multidimensionale sanitaria e sociale centrata sulla persona e non sulla patologia ed avendo il progetto riabilitativo individuale come base per il percorso specifico . Deve avere come riferimento il modello Bio-psico-sociale dell \u2018ICF, che analizza la complessit\u00e0 delle condizioni di salute della persona disegnandone il profilo di \u201c funzione\u201d, il livello di \u201cattivit\u00e0\/partecipazione\u201d descrivendo i fattori contestuali ambientali e classificandoli come \u201cfacilitatori o barriere\/ostacoli\u201d e ricercando e valorizzando i \u201cfattori personali\u201d propri dell\u2019individualit\u00e0.<\/p>\n<p>In pratica il processo riabilitativo ha come obiettivo, attraverso il recupero funzionale migliore possibile, il miglioramento della qualit\u00e0 della vita della persona disabile e la sua integrazione sociale ,lavorativa, sportiva \u2026..<\/p>\n<p>La disabilit\u00e0 non \u00e8 solo fisica ma anche determinata da fattori ambientali, psicologici e sociali ed \u00e8 valutando attentamente anche questi , in modo quindi globale, che si puo\u2019 costruire un percorso territoriale valido per qualsiasi\u00a0 persona e per la sua famiglia, ma anche per il sistema sanitario che , pianificando le dimissioni verso il territorio in modo consono ai bisogni dei disabili o comunque delle persone con complessit\u00e0 e dando risposte complete ed esaustive , vedr\u00e0 gli stessi\u00a0 ricorrere di meno a nuove prestazioni sanitarie .<\/p>\n<p>E\u2019 la persona disabile al centro di un sistema con i professionisti che ,al momento opportuno e per la loro specifica competenza\u00a0 o funzione,si prendono cura dei suoi problemi cercando di darvi una risposta efficace,efficiente e misurabile con l\u2019out come.<\/p>\n<p>Le esperienze\u00a0 internazionali pi\u00f9 significative di reti di cure domiciliari\u00a0 e territoriali evidenziano<\/p>\n<p>come\u00a0 una corretta\u00a0 gestione nasca da programmi di dimissione\u00a0 pianificata.<\/p>\n<p>Parlando di percorsi di Riabilitazione essi vanno gestiti e coordinati dal Dipartimento di Riabilitazione che per sua natura deve essere trans murale. . In pratica occorre formare una \u201cponte\u201d che colleghi la pratica ospedaliera dell\u2019acuzie e della post acuzie con la gestione del territorio .<\/p>\n<p>Nei Team di riabilitazione dovrebbero entrare a far parte sia gli psicologi che gli assistenti sociali figure cardine del pool che deve programmare la consegna pianificata di una situazione gestibile\u00a0 al territorio \u00a0che poi dovr\u00e0 occuparsi delle gestione longitudinale del percorso.<\/p>\n<p>La \u201cfunzione\u201d nuova da inserire nel futuro della riabilitazione in particolare e della gestione ospedale-territorio in generale \u00e8 <strong>la rete professionale della disabilit\u00e0 e partecipazione<\/strong>\u00a0 che aiuta\u00a0\u00a0\u00a0 la presa in carico di persone che vanno dall\u2019acuzie alla post acuzie\/riabilitazione e per programmarne la\u00a0 consegna al territorio sia attraverso il rientro al domicilio ( auspicabile con aiuti alla famiglia ) sia con l\u2019istituzionalizzazione , ma che gestisca anche le necessit\u00e0\u00a0\u00a0 delle persone disabili gravi (es.stati vegetativi o persone a minima responsivit\u00e0) a livello territoriale tenendoli\u00a0 il\u00a0 piu\u2019 possibile fuori dal ricovero ospedaliero e dando garanzia di continuit\u00e0 di presa in carico attraverso una rete integrata di servizi territoriali nei quali la medicina riabilitativa deve essere presente,non solo per quel che riguarda il recupero della persona affetta da disabilit\u00e0 dell\u2019apparato locomotore ,\u00a0 ma anche riguardo ad altre importanti disabilit\u00e0 come quelle secondarie a patologie invalidanti tipo\u00a0la BPCO,lo scompenso cardiaco, i percorsi oncologici.<\/p>\n<p>La rete prevede un case manager responsabile del caso che in integrazione coi professionisti di riferimento, definisce e concorda il miglior percorso di presa in carico\u00a0 possibile per ciascun paziente ed anche un care manager (medico)\u00a0 responsabile\u00a0 del governo clinico .<\/p>\n<p>Nella presa in carico riabilitativa, ogni operatore deve svolgere una preminente funzione educativa e formativa.Compito principale di ogni operatore \u00e8 infatti di valorizzare i saperi e le capacit\u00e0 della persona e del caregivers, trasferendo loro conoscenze e metodi che li aiutino a diventare \u201cesperti\u201d nella gestione dei problemi.<\/p>\n<p>La\u00a0 gestione\u00a0 \u00a0\u00a0della disabilit\u00e0\u00a0 nella\u00a0 fase\u00a0 di\u00a0 cronicit\u00e0\u00a0 della\u00a0 malattia comporta\u00a0 un\u00a0 complesso\u00a0 di\u00a0 interventi terapeutici riabilitativi ed assistenziali\u00a0 ,\u00a0 che devono\u00a0 essere\u00a0 erogati\u00a0 al\u00a0 domicilio, ambulatoriamente\u00a0\u00a0 oppure\u00a0 in\u00a0 strutture\u00a0 residenziali\u00a0 qualora\u00a0 la\u00a0 persona disabile non abbia nel contesto di vita un supporto familiare e\/o assistenziale adeguato ai suoi bisogni quotidiani.<\/p>\n<p>Le\u00a0\u00a0\u00a0 modalit\u00e0\u00a0 dell&#8217;intervento\u00a0 riabilitativo nella fase post acuzie \/ cronicit\u00e0, quindi extra ospedale, si caratterizzano appunto nell\u2019affrontare\u00a0 la\u00a0 fase degli esiti: quello che cos\u00ec spesso le strutture\u00a0 sanitarie tendono a rimuovere dalle priorit\u00e0 di intervento e che invece in campo riabilitativo riveste ovviamente una importanza essenziale.<\/p>\n<p>Peraltro sono sempre pi\u00f9 numerose\u00a0 le dimostrazioni scientifiche e di ricerca nella letteratura\u00a0 internazionale che descrivono capacit\u00e0 di recupero funzionale , comportamentale e relazionale anche a grande distanza temporale dall\u2019evento indice (e spesso\u00a0 indipendentemente dall\u2019et\u00e0 del soggetto )\u00a0 sia per problematiche neuro-motorie,cognitive e muscolo-scheletriche.<\/p>\n<p>Infatti \u00e8 indispensabile che si cerchi costantemente\u00a0 di prevenire la progressione della disabilit\u00e0: quindi l\u2019azione si caratterizza con\u00a0 diverse\u00a0 tipologie\u00a0 di\u00a0 interventi\u00a0 riabilitativi\u00a0 sanitari\u00a0 abitualmente\u00a0 integrati\u00a0 con l&#8217;attivit\u00e0 di riabilitazione sociale.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ambito\u00a0 della\u00a0 riabilitazione\u00a0 territoriale\u00a0 vengono\u00a0 eseguiti\u00a0 interventi\u00a0 di riabilitazione\u00a0 che\u00a0 sono\u00a0 erogati\u00a0 presso\u00a0\u00a0 strutture pubbliche e\/o private accreditate e che devono portare la persona disabile all\u2019<em>outcome<\/em> migliore possibile sotto il governo clinico del Dipartimento di Riabilitazione o,laddove difetti, della U.O. di Riabilitazione Territoriale ,diretta dal medico specialista in riabilitazione .<\/p>\n<p>Assoluta importanza ha la gestione della dimissione verso\u00a0 il domicilio per cui la presa in carico territoriale\u00a0 ha il significato di riportare la persona disabile\/complessa al proprio\u00a0 domicilio,\u00a0 nel\u00a0 suo\u00a0 ambiente\u00a0 di\u00a0 vita\u00a0\u00a0\u00a0 e\u00a0 pertanto\u00a0 \u00e8\u00a0 necessario\u00a0 pianificare questo percorso\u00a0 in\u00a0 ragione della funzione\u00a0 di\u00a0 alternativa al\u00a0 ricovero in ospedale e\u00a0 in RSA, ma anche del gradiente di complessit\u00e0 che la persona \u00a0presenta.<\/p>\n<p>L&#8217;impatto\u00a0 del\u00a0 carico\u00a0 assistenziale\u00a0 varia\u00a0 in\u00a0 ragione\u00a0 di\u00a0 quest&#8217;ultimo\u00a0 elemento\u00a0 e\u00a0 va tenuto\u00a0 in\u00a0 debita\u00a0 considerazione\u00a0 della\u00a0 definizione, individuazione\u00a0 e\u00a0 pianificazione degli\u00a0 interventi\u00a0 con\u00a0 l&#8217;obiettivo\u00a0 di\u00a0 rendere\u00a0 questo\u00a0 processo\u00a0 sostenibile\u00a0 e\u00a0 a\u00a0 tale riguardo\u00a0 \u00e8 necessario fare le dovute\u00a0 distinzioni fra\u00a0 alta e\u00a0 bassa complessit\u00e0\u00a0 clinica-riabilitativa-assistenziale\u00a0 per\u00a0 un\u00a0 proficuo\u00a0 investimento\u00a0 delle\u00a0 risorse\u00a0 disponibili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>\u00a0\u00a0 2) Riabilitazione ed appropriatezza :<\/h2>\n<p>I diversi\u00a0 interventi\u00a0 riabilitativi si\u00a0 sviluppano su livelli\u00a0 assistenziali che comportano costi e durata molto differenti. La\u00a0 domanda\u00a0 di prestazioni riabilitative si estende con sempre maggiore rapidit\u00e0 per numerosi fattori ( in particolare demografici, epidemiologici, scientifici e tecnologici) ed in un Sistema Sanitario di carattere\u00a0 generalista\u00a0 com\u2019\u00e8 il nostro si pone con forza\u00a0 anche il tema della sostenibilit\u00e0 rispetto alla vastit\u00e0 della domanda , ovviamente se\u00a0 fondata su criteri di evidenza ,efficacia\/efficienza scientifiche, e di appropriatezza.<\/p>\n<p>Le\u00a0 ovvie problematiche finanziarie per garantire\u00a0 la sostenibilit\u00e0\u00a0 e completezza dell\u2019offerta\u00a0 rimandano prima di tutto alla selezione del bisogno reale sia nelle fasi di acuzie\u00a0 della domanda\u00a0 che in quelle molto spesso molto prolungate delle condizioni appunto di cronicit\u00e0 e di esiti. Appare\u00a0 quindi sempre pi\u00f9 evidente che un parametro per declinare la appropriatezza\u00a0 per l\u2019utilizzo delle risorse , come pure\u00a0 per la\u00a0 qualit\u00e0 e completezza ed efficacia degli interventi ( e degli investimenti ) sia\u00a0 correlare il tutto ad un dato territorio ed una data popolazione da servire. L\u2019utilizzo delle risorse\u00a0 nella Riabilitazione non deve esser pi\u00f9 affidato ad una logica \u201cprestazionale\u201d (come ancora purtroppo nelle attivit\u00e0 ambulatoriali e territoriali, ma anche in quelle ospedaliere) n\u00e8 a una logica solo \u201cassistenziale\u201d (o caritatevole). Deve invece\u00a0 finalmente prevalere una <em>governance <\/em>fondata su programmi di interventi organici, basati su elementi epidemiologici, scientifici ma anche storici , con finalit\u00e0 anche\u00a0 preventive rispetto alla popolazione\/territorio\u00a0 di competenza (che \u00e8 il Dipartimento\u00a0 di Riabilitazione nella ASL,almeno laddove esiste \u00a0)\u00a0 e\u00a0 rispetto alla risorse disponibili.<\/p>\n<p>Si\u00a0 pone\u00a0 \u00a0quindi\u00a0\u00a0 il\u00a0 problema\u00a0 prioritario della\u00a0\u00a0\u00a0 appropriatezza\u00a0\u00a0 della presa in cura\u00a0 riabilitativa e degli interventi valutativi e terapeutici correlati, cio\u00e8\u00a0 del giustificato\u00a0 accesso\u00a0 ad\u00a0 un\u00a0 determinato\u00a0 livello\u00a0 di\u00a0 assistenza\u00a0 ed\u00a0 all\u2019efficace\u00a0 utilizzo delle risorse impiegate.<\/p>\n<p>Uno\u00a0 degli\u00a0 aspetti\u00a0 pi\u00f9\u00a0 delicati\u00a0 riguarda\u00a0 la\u00a0 continuit\u00e0\u00a0 terapeutica\u00a0 che\u00a0 impone\u00a0 una valutazione\u00a0 di\u00a0 questa\u00a0 necessit\u00e0\u00a0 (\u00a0 a volte\u00a0 richiesta impropriamente\u00a0\u00a0 )\u00a0 e che\u00a0 vede\u00a0 coinvolte\u00a0 tutte\u00a0 le\u00a0 articolazioni\u00a0 organizzative\u00a0 deputate\u00a0 al processo\u00a0 riabilitativo ed al reinserimento della persona.<\/p>\n<p>L\u2019aspetto della prognosi riabilitativa e del possibile recupero della funzione e della partecipazionet \u00e8 l\u2019elemento cardine della\u00a0 decisione\u00a0 di\u00a0 continuit\u00e0\u00a0 terapeutica\u00a0 intesa \u00a0come\u00a0 rieducazione motoria\/funzionale;\u00a0 peraltro\u00a0 nelle persone\u00a0 con\u00a0 una\u00a0 possibilit\u00e0\u00a0 di\u00a0 reinserimento lavorativo e sociale la continuit\u00e0 terapeutica deve vedere coinvolti altri professionisti, come i terapisti occupazionali .Infatti, in molti casi, il cardine reale e fondamentale del processo \u00e8 il recupero dell\u2019attivit\u00e0\/partecipazione, <strong>\u00a0<\/strong>per cui l\u2019intervento\u00a0 occupazionale \u00e8 di assoluta importanza forse ancor di piu\u2019 che non quello espressamente motorio.<\/p>\n<p>La\u00a0 programmazione\u00a0 dei\u00a0 servizi\u00a0 di\u00a0 <em>Long-Term\u00a0 Care<\/em>\u00a0 non\u00a0 pu\u00f2\u00a0 comunque\u00a0 prescindere,almeno al momento, dai modelli assistenziali e dai percorsi clinici definiti dal sistema.<\/p>\n<p>Le\u00a0 problematiche\u00a0 croniche\u00a0 presuppongono\u00a0 infatti\u00a0 un\u00a0 percorso\u00a0 di\u00a0 cura\u00a0 che\u00a0 pu\u00f2 trovare differente espressione anche in ragione delle opzioni\u00a0 assistenziali presenti e del modo di operare dei singoli servizi.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ambito\u00a0 dei\u00a0 servizi\u00a0 di\u00a0 <em>Long-Term Care<\/em>\u00a0\u00a0 la\u00a0 programmazione\u00a0 deve\u00a0 comunque svilupparsi\u00a0 sempre\u00a0 in\u00a0 <strong>una\u00a0 ottica\u00a0 di\u00a0 Servizi\u00a0 Integrati<\/strong>,\u00a0 in\u00a0 cui\u00a0 ciascun\u00a0 livello assistenziale ed opzione di offerta influenza l\u2019altro.<\/p>\n<p>E\u2019\u00a0 quindi\u00a0 un\u00a0 errore\u00a0 procedere\u00a0 ad\u00a0 una\u00a0 programmazione\u00a0 \u201crigida\u201d,\u00a0 che\u00a0 rischia\u00a0 di ingessare un servizio su un livello di offerta rendendolo autoreferenziale.<\/p>\n<p>E\u2019\u00a0 invece\u00a0 quanto\u00a0 mai\u00a0 opportuno\u00a0 prevedere\u00a0 lo\u00a0 sviluppo\u00a0 di\u00a0 servizi\u00a0 in\u00a0 Rete,\u00a0 anche\u00a0 a gestione integrata,\u00a0 capaci\u00a0 di\u00a0 gestire\u00a0 i\u00a0 percorsi\u00a0 e di\u00a0 modificare\u00a0 l\u2019offerta\u00a0 con\u00a0 relativa duttilit\u00e0.<\/p>\n<p>Per\u00a0 tale\u00a0 motivo\u00a0 risulta\u00a0 necessario\u00a0 che\u00a0 esista\u00a0 un\u00a0 percorso\u00a0 in\u00a0 ambienti\u00a0 riabilitativi dedicati in grado di preparare questo passaggio attraverso:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0 corretta definizione prognostica<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0 individuazione degli obiettivi sui quali pianificare gli interventi<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0 formazione del caregiver<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0 interventi strutturali sul domicilio<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0 individuazione di un responsabile clinico (care manager ovvero il medico specialista in riabilitazione) ed assistenziale del caso (case manager ovvero l\u2019infermiere opportunamente formato,oppure l\u2019assistente sociale opportunamente formato)<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0 invio di personale adeguatamente preparato e formato professionalmente.<\/p>\n<p>Occorre anche definire in modo appropriato oltre alla qualit\u00e0 anche la quantit\u00e0 di erogazione della Riabilitazione.<\/p>\n<p>I Sistemi di Riabilitazione dovrebbero orientarsi per organizzare ,in integrazione con vari attori che poi si definiranno, tempi idonei di attivit\u00e0 motoria specifica o adattata,sia in ospedale che sul territorio , \u00a0in misura temporale \u00a0congrua ai bisogni di partecipazione e di recupero della qualit\u00e0 di vita della persona disabile.In pratica occorrerebbe chiedersi se l\u2019attuale organizzazione dei tempi di riabilitazione sia ospedaliera che extra ospedaliera siano consoni a questi bisogni oppure ,in\u00a0 un\u00a0 futuro non lontano ,necessitino di una revisione critica e costruttiva e di una relativa riorganizzazione degli stessi..<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Una\u00a0 rete\u00a0 di\u00a0 servizi,<\/strong>\u00a0 per\u00a0 quanto\u00a0 estesa\u00a0 e\u00a0 professionale,non\u00a0 compir\u00e0\u00a0 mai\u00a0 la\u00a0 sua funzione\u00a0 potenziale\u00a0 se\u00a0 non\u00a0 potr\u00e0\u00a0 operare\u00a0 come\u00a0 un\u00a0 sistema,\u00a0 dove\u00a0 la\u00a0 gestione\u00a0 del percorso\u00a0 e\u00a0 l\u2019accesso\u00a0 ai\u00a0 singoli\u00a0 servizi\u00a0 sia\u00a0 definita\u00a0 da\u00a0 regole\u00a0 ispirate\u00a0 e\u00a0 non dall\u2019autoreferenzialit\u00e0\u00a0 dei\u00a0 nodi\u00a0 sulle\u00a0 singole\u00a0 prestazioni<strong>,\u00a0 <\/strong>ma\u00a0 da\u00a0 un\u00a0 progetto integrato di presa in carico della persona\u00a0 .<\/p>\n<p>Il\u00a0 funzionamento\u00a0 integrato\u00a0 della\u00a0 rete\u00a0\u00a0\u00a0 presuppone\u00a0 quindi\u00a0 il\u00a0 concetto\u00a0 di\u00a0 sistema inteso\u00a0 come\u00a0\u00a0\u00a0 pluralit\u00e0\u00a0 di\u00a0 elementi\u00a0 coordinati\u00a0 tra\u00a0 di\u00a0 loro\u00a0 in\u00a0 modo\u00a0 da\u00a0 formare\u00a0 un complesso organico soggetto a regole. Gli elementi determinanti per costruire un sistema sono quindi regole e strumenti di comunicazione comuni.<\/p>\n<p>La\u00a0 connessione\u00a0 fra\u00a0 la\u00a0 dimissione\u00a0 della persona \u00a0\u00a0da\u00a0 qualsiasi\u00a0 struttura\u00a0 di\u00a0 degenza pubblica e\u00a0 privata e la territorialit\u00e0 pu\u00f2\u00a0 essere svolta,\u00a0 in\u00a0 ottica\u00a0 riabilitativa\u00a0 tenendo\u00a0 conto\u00a0 di\u00a0 quanto esplicitato\u00a0 nei\u00a0 passaggi\u00a0 precedenti,\u00a0 da una rete professionale\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 composta\u00a0 da professionisti che integrandosi esprimano un responsabile\u00a0 del governo clinico\u00a0\u00a0 (\u00a0 medico\u00a0 fisiatra\/care manager )\u00a0 ed esprimano anche\u00a0 tra le altre\u00a0\u00a0 figure\u00a0 professionali\u00a0\u00a0 il responsabile assistenziale del\u00a0 caso \/case manager .<\/p>\n<p><strong>La Rete<\/strong><strong> dei professionisti per la disabilit\u00e0 e la partecipazione<\/strong> quindi \u00e8\u00a0\u00a0 da definire e programmare per la presa in carico delle persone disabili\u00a0 e a rischio di partecipazione e della loro famiglia .<\/p>\n<p>Nella rete\u00a0 occorre individuare care manager e case manager affinch\u00e9 vi sia una continuit\u00e0 terapeutica neii bisogni della disabilit\u00e0 per favorire la partecipazione della persona alla vita sociale.<\/p>\n<p>Per ottenere un buon risultato occorre\u00a0 superare nel tempo il concetto della valutazione\u00a0 (quindi superarela U.V.aggettivate)\u00a0 per passare\u00a0 a quello di\u00a0 una rete di professionisti che definisca compiutamente la presa in carico della disabilit\u00e0 conoscendo le problematiche globali del disabile e\/o\u00a0 della persona complessa e della sua famiglia . La valutazione di per s\u00e9 ,purtroppo, \u00e8 qualcosa di numerico che non sempre\u00a0 rende la realt\u00e0 dei bisogni.<\/p>\n<p>Infatti solo attivando una rete di professionisti\u00a0 preparati e integrati si possono conoscere i reali bisogni del \u201csistema persona disabile o complessa \u201c ed in questo settore si suggerisce di\u00a0 inserire anche i concetti della Medicina Narrativa ovvero i concetti di ascolto: \u201cparlare non al malato ma col malato \u201c,infatti solo conoscendo compiutamente i bisogni delle persone,quindi ascoltandole,\u00a0 ci si potr\u00e0 avviare alla loro effettiva risoluzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>3)\u00a0\u00a0 La rete professionale della\u00a0 Disabilit\u00e0 e della Partecipazione<\/strong><strong> <\/strong><strong>\u00a0pu\u00f2 definire la sua operativit\u00e0 sia\u00a0 a livello ospedaliero che a livello territoriale .<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Funzioni a\u00a0 livello ospedaliero<\/strong><\/p>\n<p><strong>La Rete<\/strong><strong> \u00a0<\/strong>pianifica il percorso intra ospedaliero e la dimissione ed a livello territoriale pianifica e definisce il processo di presa in carico,temporale o no, della persona rientrata al domicilio o in struttura.<\/p>\n<p>Si da\u00a0 alla Rete Territoriale\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 il compito di\u00a0 seguire persone\u00a0 complesse , ad alta\u00a0 disabilit\u00e0\u00a0 e che\u00a0 richiedono\u00a0 servizi\u00a0 di\u00a0 assistenza\u00a0 nel\u00a0 tempo\u00a0\u00a0\u00a0 ottenendo cosi\u00a0\u00a0 un governo\u00a0 complessivo\u00a0 a\u00a0 livello\u00a0 aziendale\u00a0 in\u00a0 stretto\u00a0 raccordo\u00a0 con\u00a0 il\u00a0 Dipartimento\u00a0 di cure\u00a0 primarie\u00a0 e\u00a0 i\u00a0 medici\u00a0 di\u00a0 Medicina\u00a0 Generale e\u00a0\u00a0 che\u00a0 pu\u00f2 seguire\u00a0 ad una\u00a0 gestione\u00a0 oculata\u00a0 della dimissione in funzione della domiciliazione\/ residenzialit\u00e0,ma pu\u00f2 anche prevedere la presa in carico di persone gi\u00e0 territorializzate o mai transitate per la gestione ospedaliera.. Quindi si dovr\u00e0 andare alla definizione di una sola struttura di \u201cValutazione \u201c ovverola RETE\u00a0che si articola in una\u00a0 modalit\u00e0\u00a0 operativa di presa in carico immediata\/tempestiva rispetto alle problematiche di acuzie ed ospedaliere (che copre tutte le strutture\u00a0 ospedaliere\u00a0 presenti all\u2019interno del territorio del Dipartimento, che ha una sua composizione raccogliendo competenze\u00a0 appropriate al mandato),\u00a0 ed una altra modalit\u00e0\u00a0 operativa che si incentra sulla\u00a0 presa in carico globale in tutte le altre situazioni (infatti non sempre tutti accedono all\u2019ospedale e non deve\u00a0 diventare un\u00a0 percorso obbligato ) che soprintende al complesso delle attivit\u00e0 del Dipartimento e pu\u00f2 anche articolarsi in sub-unit\u00e0 in rapporto alla dimensione territoriale del Dipartimento stesso o di interfaccia con altri Dipartimenti che operano con obiettivi simili.<\/p>\n<p>A\u00a0 queste\u00a0 problematiche\u00a0 si\u00a0 pu\u00f2\u00a0 rispondere\u00a0 solo\u00a0 attivando\u00a0 un\u00a0 sistema\u00a0 che pu\u00f2 essere basato su una iniziale valutazione globale ma deve anche definire la<\/p>\n<p>regolazione dei flussi e attivazione dei servizi della rete e che \u00e8\u00a0 basato su tre diversi aspetti:<\/p>\n<p>1)\u00a0\u00a0\u00a0 attivazione\u00a0 tempestiva\u00a0 post\u00a0 evento\u00a0\u00a0\u00a0 del\u00a0 servizio pi\u00f9 consono ai bisogni di \u201cquella\u201d persona fatto a livello ospedaliero o di concerto col MMG qualora la persona disabile non sia transitata per un ricovero ospedaliero<\/p>\n<p>2.\u00a0 monitoraggio,\u00a0 durante\u00a0 il\u00a0 ricovero,\u00a0 per\u00a0 modificabilit\u00e0\u00a0 del\u00a0 quadro\u00a0 funzionale (prognosi riabilitativa positiva o meno e predittivit\u00e0 degli esiti);<\/p>\n<p>3.\u00a0 presenza\u00a0 di\u00a0 instabilit\u00e0\u00a0 clinica,\u00a0 con\u00a0 necessit\u00e0\u00a0 di\u00a0 gestione\u00a0 continuativa (diagnostico-terapeutica-riabilitativa\u00a0 e\u00a0 di\u00a0 nursing ) ,\u00a0 compatibile\u00a0 con\u00a0 un rientro\u00a0 al\u00a0 domicilio\u00a0 ma\u00a0 che\u00a0 richiedono\u00a0 una\u00a0 presa\u00a0 in\u00a0 carico\u00a0 nel\u00a0 tempo\u00a0 con rivalutazione periodica\u00a0 <strong>(ambulatorio\u00a0 territoriale dedicato alla Disabilit\u00e0 ed alla Partecipazione).<\/strong><\/p>\n<p>La \u201c\u2019Rete per la disabilit\u00e0 e la partecipazione\u201d ,concepita in questa maniera , offre una valutazione integrata e multidimensionale di tipo clinico,assistenziale,riabilitativo e sociale che ha come obiettivo l\u2019outcome del disabile ed il miglioramente della sua qualit\u00e0 di vita attraverso la ricerca selettiva di tutte le possibilit\u00e0 di partecipazione ad una vita qualificante e di relazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Funzioni della Rete\u00a0 a livello del territorio<\/strong><\/p>\n<p>a)\u00a0 costruzione\u00a0\u00a0\u00a0 di\u00a0 percorsi\u00a0 assistenziali\u00a0 appropriati,\u00a0 .attraverso\u00a0 interventi diagnostici,\u00a0 valutativi,\u00a0 preventivi,\u00a0 terapeutici,\u00a0 educativi\u00a0 e\u00a0 altre\u00a0 procedure finalizzate\u00a0\u00a0\u00a0 a\u00a0 portare\u00a0 il\u00a0 soggetto\u00a0 affetto\u00a0 da\u00a0 menomazione\u00a0 a\u00a0 contenere\u00a0 o minimizzare\u00a0 la\u00a0 sua\u00a0 disabilit\u00e0,\u00a0 affinch\u00e9\u00a0 possa\u00a0 svolgere\u00a0 le\u00a0 attivit\u00e0\u00a0 della\u00a0 vita quotidiana\u00a0 e\u00a0 di\u00a0 relazione\u00a0 nell\u2019ambiente\u00a0 familiare,\u00a0 scolastico,\u00a0 lavorativo\u00a0 e sociale\u201d.<\/p>\n<p>b)monitoraggio\u00a0 nel\u00a0 tempo\u00a0 per\u00a0 prevenire\u00a0 e\u00a0 limitare\u00a0 la\u00a0 regressione\u00a0 funzionale controllandone\u00a0 l\u2019evoluzione\u00a0 e\u00a0 i\u00a0 fattori\u00a0 di\u00a0 rischio\u00a0 e\u00a0 definizione\u00a0 di\u00a0 eventuali variazioni del progetto di cura<\/p>\n<p>c)\u00a0 integrazione\u00a0\u00a0\u00a0 tra\u00a0 attivit\u00e0\u00a0 sanitarie\u00a0 di\u00a0 riabilitazione\u00a0 e\u00a0 ambiti\u00a0 clinico-assistenziali\u00a0 attivando\u00a0 i\u00a0 servizi della\u00a0 rete\u00a0 territoriale\u00a0 idonei\u00a0 al\u00a0 caso\u00a0 o\u00a0 servizi erogati da strutture organizzative diverse<\/p>\n<p>d)\u00a0 costruzione di modelli organizzativi appropriati<\/p>\n<p>e)\u00a0 prevenzione della perdita\u00a0 di autonomia e motivazione alla\u00a0 partecipazione, nonch\u00e9 dell\u2019istituzionalizzazione\u00a0 dei\u00a0 soggetti\u00a0 favorendo\u00a0 la restituzione\/mantenimento\u00a0 nel\u00a0\u00a0\u00a0 contesto\u00a0 socio-familiare\u00a0 attraverso\u00a0 una attenzione al set ambientale in cui la persona vive<\/p>\n<p>f)\u00a0 valutazione ausili e informazioni all\u2019utilizzo di protesi, ortesi e ausili, nonch\u00e9 azione di promozione,educazione e counselling per l\u2019ottimale accessibilit\u00e0 delle strutture, ambienti e servizi di pubblico utilizzo ed interesse<\/p>\n<p>g)\u00a0 valutazione\u00a0 ed interventi\u00a0 per il\u00a0\u00a0 possibile\u00a0 rientro\u00a0 c\/o\u00a0 le\u00a0 U.O.\u00a0 della\u00a0 azienda\u00a0 per\u00a0 persone disabili<\/p>\n<p>ricoverate c\/o strutture fuori azienda.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>La Rete<\/strong><strong> professionale della disabilit\u00e0 definir\u00e0\u00a0 un\u00a0 PROGETTO\u00a0 sulla persona\u00a0 (PRI)<\/strong>\u00a0 basato\u00a0 sulla\u00a0 valutazione\u00a0 clinico-assistenziale-riabilitativa-sociale\u00a0\u00a0\u00a0 che\u00a0 tenga\u00a0 conto\u00a0 in maniera globale\u00a0 dei:<\/p>\n<p><strong>a) bisogni\u00a0 della persona \u00a0(e\/o dei suoi familiari); <\/strong><\/p>\n<p><strong>b) menomazioni e\u00a0 disabilit\u00e0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><strong>c) abilit\u00e0\u00a0 residue\u00a0 e\u00a0 recuperabili; <\/strong><\/p>\n<p><strong>d) fattori\u00a0 ambientali, contestuali e personali.<\/strong><\/p>\n<p>Della rete fanno parte,ciascuno per le proprie specifiche competenze, i professionisti che si interfacciano coi problemi legati\u00a0 alla partecipazione delle persone ( per disabilit\u00e0 non si intende ovviamente solo quella motoria ma tutto ci\u00f2 che limita,per qualsiasi motivo, la partecipativit\u00e0 di una persona alle attivit\u00e0 che sono consone alle sue aspettative di qualit\u00e0 della vita, ad es.una persona affetta da BPCO o da scompenso cardiaco, come quelle affetta da esiti di lesione midollare o ictus cerebrale o in esiti di\u00a0 trauma , sono disabili con limitazione della partecipativit\u00e0 e dell\u2019inclusivit\u00e0). Il governo clinico\u00a0 della partecipazione legata a quanto declinato dall\u2019ICF deve essere garantito dall\u2019area riabilitativa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il Disability Manager <\/strong><\/p>\n<p align=\"center\">Una nuova figura importante nello scenario della presa in carico dei bisogni della persona \u00e8 senza dubbio il\u00a0 disability manager la cui operativit\u00e0 si fonda sostanzialmente sulla Classificazione <a title=\"[Apre una nuova finestra] [Apre il sito italiano dell'ICF]\" href=\"http:\/\/www.icfinitaly.it\/\" target=\"_blank\">ICF<\/a> (l&#8217;International\u00a0Classification of Functioning, Disability\u00a0and Health, definita nel 2001 dall&#8217;Organizzazione Mondiale della\u00a0Sanit\u00e0) e sul modello bio-psico-sociale centrato sulla persona. Sar\u00e0 sicuramente una funzione importante\u00a0 per verificare le politiche di abbattimento di tutte le barriere ,architettoniche e sociali,che non favoriscono la qualit\u00e0 della vita delle persone con disabilit\u00e0.\u00a0 Le politiche non considerano,molto spesso, tutto ci\u00f2 in maniera globale e attuano interventi\u00a0 senza un piano integrato. Questa nuova figura di manager conoscendo le risorse\u00a0 disponibili sul territorio, si propone facilitare il superamento delle aree grigie di confine tra i servizi, di valorizzare le singole professionalit\u00e0 che gi\u00e0 operano nelle varie realt\u00e0 , per favorire l&#8217;accessibilit\u00e0 , il coordinamento socio-sanitario, l&#8217;assistenza alla famiglia, l&#8217;integrazione scolastica, l&#8217;inclusione lavorativa e la accessibilit\u00e0 al turismo.<br \/>\nQuindi un professionista che abbia\u00a0 il compito di costruire reti, servizi e soluzioni, per aiutare\u00a0 nella vita di ogni giorno chi ha perso la propria autonomia e i suoi familiari, spesso disarmati di fronte a una condizione improvvisa che richiede adempimenti burocratici, conoscenze e competenze specifiche. Una nuova competenza \u00a0che aiuter\u00e0 la presa in carico longitudinale del disabile aiutandolo a migliorare la qualit\u00e0 di vita sua e della famiglia di appartenenza.Una figura professionale non etichettata da \u201cmarchi di fabbrica\u201d specifici ma qualcuno che ,avendo carisma e conoscenze del settore\u00a0 ,sappia gestire con competenza ed equit\u00e0 ed in funzione di aiuto ,le situazioni difficili nelle quali,quasi ogni giorno,si trova chi ha perduto la propria autonomia .Il DM non \u00e8 figura sanitaria \u00a0ma attore di supporto ad evidenti necessit\u00e0 della disabilit\u00e0..<\/p>\n<p><strong>Ambiente e riabilitazione<\/strong><\/p>\n<p>I due termini sono strettamente interconnessi e concorrono a definire, nell\u2019ambito di una visione olistica della persona, prospettive e progettualit\u00e0 che riguardino la condizione biologica, psicologica e di vita sociale . Pensare all\u2019organizzazione dell\u2019ambiente di vita di una persona con funzioni corporee alterate o in condizioni di mobilit\u00e0 ridotta, significa pensare alla sua riabilitazione. Riabilitare pu\u00f2 anche significare re-interpretare i bisogni. In altri termini attribuire significati nuovi a condizioni di vita nuove. Per progettare un ambiente a favore della mobilit\u00e0 di chiunque diventa indispensabile tener conto dei nuovi orizzonti interpretativi introdotti dal modello I.C.F. sia dal punto di vista scientifico che da quello lessicale. Adattare l\u2019ambiente di vita, da quello domestico a quello extra domestico, al fine di favorire la riabilitazione di una persona che ha subito una menomazione fisiologica e\\o psicologica, impone uno sforzo sinergico che parta dalle U.O. di Riabilitazione che coinvolga tutte le parti che ruotano intorno alla persona disabile\u00a0(la rete familiare, le associazioni del privato sociale, i servizi sociali comunali ecc.) coordinate e tese alla condivisione di regole e strumenti di comunicazione comuni. In tale rete progettuale la persona \u00a0termina di essere soggetto da riabilitare e diventa soggetto attivo del processo re \u2013 interpretativo del proprio ambiente di vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a04)\u00a0 L\u2019Attivit\u00e0 Fisica Adattata<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;AFA\u00a0 (Attivit\u00e0\u00a0 Fisica\u00a0 Adattata),\u00a0 per\u00a0 il\u00a0 duplice\u00a0 ruolo\u00a0 svolto\u00a0 nel\u00a0 combattere\u00a0 l&#8217;ipomobilit\u00e0\u00a0 e\u00a0 favorire\u00a0 la socializzazione,\u00a0 appare\u00a0 come un valido presidio in grado\u00a0 non solo\u00a0 di\u00a0 interrompere tale circolo vizioso, ma di crearne uno virtuoso.<\/p>\n<p>L&#8217;AFA\u00a0 non\u00a0 \u00e8\u00a0 attivit\u00e0\u00a0 riabilitativa,\u00a0 ma\u00a0 di\u00a0 mantenimento\u00a0 e\u00a0 prevenzione,\u00a0 finalizzata\u00a0 a\u00a0 facilitare<\/p>\n<p>l&#8217;acquisizione di stili di vita utili a mantenere la migliore autonomia e qualit\u00e0 di vita possibile.<\/p>\n<p>Da un&#8217;AFA\u00a0 svolta\u00a0 con regolarit\u00e0 potranno\u00a0 derivare: miglioramento del\u00a0 cammino,\u00a0 della\u00a0 resistenza allo sforzo, minori difficolt\u00e0 a compiere le attivit\u00e0 della vita quotidiana necessarie per l&#8217;autonomia in ambito domestico\u00a0 e\u00a0 fuori\u00a0 casa;\u00a0 essa,\u00a0 inoltre,\u00a0 favorisce\u00a0 ed\u00a0 incentiva\u00a0 la\u00a0 socializzazione,\u00a0 migliorando\u00a0 il\u00a0 tono dell\u2018umore, la motivazione, le relazioni sociali e familiari.<\/p>\n<p>Infine\u00a0 non\u00a0 va\u00a0 dimenticato\u00a0 il\u00a0 valore\u00a0 dell&#8217;AFA\u00a0 in\u00a0 senso\u00a0 educazionale\u00a0 &#8211;\u00a0 formativo\u00a0 attraverso\u00a0 il coinvolgimento\u00a0 attivo\u00a0 del\u00a0 soggetto\u00a0 nel proprio\u00a0 progetto\u00a0 di salute e di\u00a0 autonomia\u00a0 possibile,\u00a0 grazie alla promozione di una regolare attivit\u00e0 e di pi\u00f9 appropriati stili di vita.<\/p>\n<p>I\u00a0 luoghi\u00a0 in\u00a0 cui\u00a0 si\u00a0 svolgono\u00a0 le\u00a0 AFA\u00a0 possono\u00a0 essere\u00a0 palestre\u00a0 comunali,\u00a0 strutture\u00a0 protette,\u00a0 associazioni ecc\u2026 (non ambienti sanitari).\u00a0 Fondamentale nella strutturazione dei percorsi e nella ricerca di spazi dedicati risulta il coinvolgimento dei servizi sociali, associazioni di volontariato, ecc.<\/p>\n<p>Gli\u00a0 operatori\u00a0 che\u00a0 presiedono\u00a0 a\u00a0 queste\u00a0 attivit\u00e0\u00a0 non\u00a0 sono\u00a0 professionisti\u00a0 della\u00a0 sanit\u00e0.\u00a0 Per\u00a0 tutti\u00a0 questi operatori \u00e8 indispensabile un&#8217;opportuna formazione specifica sulle tematiche della disabilit\u00e0 motoria.\u00a0 Poich\u00e9 i programmi AFA non rientrano nelle prestazioni sanitarie riconosciute dal DPCM 29 novembre 2001, il costo non \u00e8 attribuibile al SSN. Le AFA si configurano sostanzialmente come attivit\u00e0 motorie di gruppo; tali\u00a0 gruppi\u00a0 devono\u00a0 essere ristretti\u00a0 ed\u00a0 omogenei\u00a0 ed\u00a0 il\u00a0 criterio\u00a0 di\u00a0 aggregazione pu\u00f2\u00a0 basarsi sul profilo\u00a0 funzionale\u00a0 degli\u00a0 utenti.\u00a0 Altra\u00a0 caratteristica\u00a0 di\u00a0 tali\u00a0 programmi,\u00a0 trattandosi\u00a0 di\u00a0 attivit\u00e0\u00a0 di mantenimento, \u00e8 di essere il pi\u00f9 possibile continuativi nel tempo.<\/p>\n<h2><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<h2>\u00a05)\u00a0 Il servizio protesi-ausili per l\u2019autonomia della persona disabile<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019ausilio va considerato uno \u201cstrumento\u201d fondamentale per permettere il giusto equilibrio tra le aspirazioni del singolo e la possibilit\u00e0 di realizzarle. In altre parole l\u2019ausilio come strumento di autonomia personale nella propria abitazione, nella cura personale, nella mobilit\u00e0, nella comunicazione, nell\u2019inserimento nel lavoro, nella partecipazione alla vita scolastica, nelle relazioni sociali, nelle attivit\u00e0 sportive e di tempo libero. Il \u201cpercorso ausili\u201d non \u00e8 parallelo o alternativo a quello riabilitativo, sociale, scolastico, lavorativo ma integrato e integrante nel progetto di vita di ogni persona<strong><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Le\u00a0 finalit\u00e0 :<\/span>\u00a0 Lo scopo del Servizio Protesi Ausili ( SPA) \u00e8 di svolgere attivit\u00e0 di divulgazione d\u2019informazione nel settore degli ausili, di dare supporto professionale personalizzato alla persona disabile, ai suoi familiari e agli operatori che la hanno in carico nel momento di affrontare le prospettive d\u2019autonomia o di miglioramento della qualit\u00e0 di vita, che pu\u00f2 beneficiare dell\u2019uso d\u2019ausili.<\/p>\n<p><strong>Non bisogna ridurlo alla sola erogazione dell\u2019ausilio.<\/strong><\/p>\n<p>In altre parole gli operatori del Servizio Protesi ed Ausili devono:<\/p>\n<ul>\n<li>Dare informazioni mirate sui diritti del disabile ed un orientamento chiaro sul percorso da intraprendere nel raggiungimento dell\u2019autonomia.<\/li>\n<li>Rispondere ai bisogni degli utenti che necessitano di ausili e\/od ortesi.<\/li>\n<li>Contribuire all\u2019accettazione e alla gestione della disabilit\u00e0.<\/li>\n<li>Consigliare la scelta dell\u2019ausilio o di soluzioni ambientali che significa occuparsi della persona disabile; seguirlo nel percorso dal ricovero al domicilio, nel progetto di reinserimento sociale.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il Servizio Protesi ed Ausili Aziendale vede l\u2019integrazione professionale tra diversi professionisti della riabilitazione (Fisiatri, Terapisti Occupazionali Fisioterapisti,,tecnici ortopedici\u00a0 e personale amministrativo) che ,ciascuno per le sue specifiche competenze e responsabilit\u00e0 , gestisce il percorso del \u00a0disabile verso il recupero della autonomia\u00a0 attraverso la valutazione,prescrizione\u00a0 e fornitura di ausili ,protesi ed ortesi che ,facendo parte integrante\u00a0 del progetto riabilitativo,determinano un miglioramento della partecipazione alla vita sociale di chi ne puo\u2019 usufruire.Nell\u2019operativit\u00e0 del sistema il medico fisiatra referente di settore \u00e8 anche il referente del percorso e della presa in carico longitudinale del paziente nel Servizio e dovrebbe essere \u00a0colui che prescrive ,autorizza e collauda l\u2019ausilio . A questo proposito ci preme sottolineare l\u2019importanza della figura del Terapista Occupazionale per la quale si auspicano in futuro sempre maggiori spazi professionali all\u2019interno del SSN.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a06)\u00a0\u00a0 LA RIABILITAZIONE SU BASE COMUNITARIA:<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Occorrer\u00e0 enfatizzare la \u00a0riabilitazione territoriale \u00a0ed in quest\u2019ottica \u00a0attuare la cosiddetta Riabilitazione su base comunitaria (CBR),ovvero una strategia che portila Riabilitazionea valutare pienamente i reali bisogni del disabile gestendolo attraverso percorsi e presa in carico nell\u2019ambiente dove il disabile (per qualsivoglia motivo disabile) vive.La CBR trova\u00a0 forme molto diverse\u00a0 di espressione nei diversi Paesi in relazione alle condizioni socio-economiche e sanitarie presenti localmente: ma i principi di globalit\u00e0 dell\u2019approccio da parte\u00a0 della Comunit\u00e0 vivono sempre e sono essenziali per l\u2019efficacia complessiva\u00a0 degli interventi riabilitativi (dai pi\u00f9 complessi e costosi ai pi\u00f9 semplici ).Nel nostro contesto sociale e sanitario la cosa\u00a0 pi\u00f9 importante \u00e8 raggiungere\u00a0 una forte\u00a0 integrazione\u00a0 degli interventi\u00a0 intensivi, tempestivi fin dall\u2019urgenza, realizzati in ambiti\u00a0 ospedalieri , con quelli di completamento e radicamento dei risultati nel territorio di vita (lavoro,famiglia, educazione etc. ) della persona presa in cura.<\/p>\n<p>La Riabilitazionesu base comunitaria ,attuata attraverso l\u2019attivazione di una comunit\u00e0 solidale ai bisogni delle persone,sar\u00e0 ,se riempita di contenuti ,una delle forme piu\u2019 vere e vincenti sia riabilitativamente che economicamente parlando del futuro della Riabilitazione e per il reinserimento partecipativo della persona disabile.La creazione di strutture sanitarie a livello di comunit\u00e0 pu\u00f2 definire una crescita culturale ed assistenziale in ambito sia generale che riabilitativo verso l\u2019avvicinamento della gestione del disabile\/complesso al suo ambiente di vita e pu\u00f2 essere un primo passo verso una sorta di riabilitazione su base comunitaria.La CBR prevede la partecipazione attiva della rete solidale territoriale alla gestione\/riabilitazione\/ripartecipazione del disabile\/anziano\/complesso ad una soddisfacente qualit\u00e0 di vita nel suo proprio contesto ambientale ; per questola Retedovr\u00e0 essere punto di attivazione di buone prassi a livello territoriale e coinvolgere le varie associazioni presenti localmente nei singoli territori.<\/p>\n<h1><\/h1>\n<h1><strong>Per concludere si declinano alcune esigenze di crescita\u00a0 del mondo della riabilitazione: <\/strong><\/h1>\n<h1><\/h1>\n<p>-Gestire la complessit\u00e0 e la disabilit\u00e0 nella fase della acuzie \/post acuzie con la concezione organizzativa dell \u2018 omogenea intensit\u00e0 di cura.<\/p>\n<p>-Lavorare in team rispettando le competenze di ciascuno<\/p>\n<p>-Integrare persone e servizi ,creare una rete positiva che lavora per un risultato<\/p>\n<p>-Lavorare per processi ed esiti e non per prestazioni<\/p>\n<p>-Non dimenticare la socialit\u00e0 della riabilitazione pur consapevoli chela Riabilitazione\u00e8 un PROCESSO SANITARIO che inizia e deve terminare<\/p>\n<p>-Proporre per quanto possibile il rientro al domicilio creando percorsi che permettano di farlo e coordinandoli con professionisti ed istituzioni<\/p>\n<p>-Lavorare in un ottica di sistema e di rete<\/p>\n<p>-Essere piu\u2019 efficaci per far definire a chi lo deve le necessit\u00e0 delle degenze territoriali e della\u00a0\u00a0 domiciliarit\u00e0<\/p>\n<p><strong>Ed alcune proposte operative al Sistema Sanitario :<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; Fare idonea formazione a caregivers e operatori<\/p>\n<p>&#8211; Collaborare fattivamente con le associazioni del volontariato e col privato sociale.<\/p>\n<p>&#8211; Istituire u.o. di riabilitazione territoriale\u00a0 dove non presente\u00a0 dirette dal medico specialista in riabilitazione<\/p>\n<p>-Gestire l\u2019attivit\u00e0 ambulatoriale in base a criteri di appropriatezza privilegiando in prospettiva il recupero della partecipazione della persona attraverso percorsi di tipo occupazionale<\/p>\n<p>-In base all\u2019appropriatezza rivedere la presa in carico di persone con disabilit\u00e0 croniche e definirne percorsi e risultati.<\/p>\n<p>&#8211; Istituire reti professionali\u00a0 della disabilit\u00e0 e partecipativit\u00e0 che siano attive a livello ospedaliero e territoriale e che prendano in carico la persona complessa \/ disabile \u00a0dall\u2019ingresso\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 nella degenza acuti ,preparandone le dimissione verso il territorio e poi gestendone il percorso di presa in carico in base a disabilit\u00e0 e bisogni condivisi<\/p>\n<p>&#8211; Definire e gestire una rete di servizi che prenda in carico il paziente e lo porti all\u2019out come desiderato<\/p>\n<p>-Definire ambulatori perla Disabilit\u00e0e la partecipazione piu\u2019 che per patologie d\u2019organo<\/p>\n<p>&#8211; Proporre a istituzioni e governi il concetto di partecipativit\u00e0 ed inclusivit\u00e0 in contrasto con isolamento ed esclusione.<\/p>\n<p>&#8211; Proporre il superamento sistematico delle barriere architettoniche e comunicative tra le persone<\/p>\n<p>-Tendere alla costruzione dei <span style=\"text-decoration: underline;\">Dipartimenti di Riabilitazione<\/span> trasversali ospedale-territorio e pubblico-privato, al fine di realizzare una governance unitaria di intervento pubblico\/privato accreditato nel settore della disabilit\u00e0\/riabilitazione e per favorire globalmente la partecipativit\u00e0 delle persone comprendendovi la gestione del servizio ausili .<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Approvato dall\u2019UDP SIMFER il 16.10.2011<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le attivit\u00e0 territoriali \u00a0alla luce del Piano di Indirizzo della Riabilitazione. La gestione delle dimissioni pianificate e dei percorsi di presa in carico attraverso l\u2019operativit\u00e0 del team di Riabilitazione e l\u2019integrazione con la rete dei servizi sociali e sanitari. Proposta di una Rete professionale organica\u00a0\u00a0 per intervenire\u00a0 contro\u00a0 la disabilit\u00e0\u00a0 e per sviluppare\u00a0 le condizioni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true},"categories":[8,29],"tags":[173,151,68,50],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7MoEz-8w","jetpack-related-posts":[{"id":2224,"url":"https:\/\/www.simferweb.net\/blog\/2019\/08\/sul-documento-linee-di-indirizzo-per-lindividuazione-di-percorsi-appropriati-nella-rete-di-riabilitazione\/","url_meta":{"origin":528,"position":0},"title":"Sul documento  \u201cLinee di indirizzo per l\u2019individuazione di percorsi appropriati nella rete di riabilitazione\u201d","date":"1 Agosto 2019","format":false,"excerpt":"Il presidente Simfer prof. 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